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Le invocazioni mattutine e serali

150 2020/04/27
Le invocazioni mattutine e serali

1) “Chi recita: non c’è divinità all’infuori di Allah (la ilaha illa Allah) l’Unico senza associati, a Lui appartiene il regno e la lode, Lui è l’Onnipotente… a chi recita dieci volte queste parole al mattino saranno contate cento buone azioni, saranno cancellati cento peccati, gli sarà ascritta la liberazione di uno schiavo, e sarà protetto fino al termine della giornata. Chi recita queste invocazioni alla sera otterrà le stesse ricompense”

(Ahmad, 8719; Ibn Baz – Allah abbia misericordia di lui – ha confermato la validità della catena di trasmissione).

2) “Siamo giunti alla sera ed è giunto tutto il regno di Allah, lode ad Allah: non c’è divinità all’infuori di Allah, l’Unico, senza associati. O Allah ti chiedo il bene che reca questa notte ed il bene che essa contiene; mi rifugio in Te dal suo male e dal male che essa contiene. O Allah, mi rifugio in Te dall’indolenza, dalla senilità e dall’orgoglio deleterio, dalle tentazioni terrene e dal castigo della tomba”. Al mattino si recita: “Siamo giunti al mattino ed è giunto tutto il regno di Allah… Ti chiedo il bene di questa giornata ed il bene che seguirà e mi rifugio in Te dal male di questa giornata e dal male che seguirà…”

(Muslim, 2723)

3) La regina fra le invocazioni per il perdono divino:

“O Allah, Tu sei il mio Signore, non c’è divinità all’infuori di Te: mi hai creato ed io sono il Tuo servitore; rispetto quanto posso la mia promessa ed il mio impegno nei Tuoi confronti; mi rifugio in Te dal male che ho commesso; riconosco i Tuoi favori verso di me e riconosco i miei peccati: perdonami, poiché nessuno può perdonare i pecati all’infuori di Te”. Disse il Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace): “Chi la recita di giorno con sincerità, poi muore prima della sera, costui sarà fra gli abitanti del Paradiso. Chi la recita con sincerità alla sera, poi muore prima del mattino successivo, costui sarà fra gli abitanti del Paradiso”

(Bukhari, 6306).

4) “Quando vi risvegliate al mattino, dite: O Allah, grazie a Te ci siamo risvegliati, grazie a Te raggiungiamo la sera; grazie a Te viviamo e moriamo ed a Te faremo ritorno. Alla sera, dite:

O Allah, grazie a Te siamo giunti alla sera e grazie a Te ci risvegliamo al mattino, grazie a Te viviamo e moriamo e verso Te faremo ritorno”

(Abu Dawud, 5068; Tirmidhi, 3391; an-Nasa’i in as-Sunan al kubra, 9836; Ibn Majah, 3868; Ibn Baz – Allah abbia misericordia di lui – ha confermato la sua catena di trasmissione).

5) “O Allah, Creatore dei cieli e della terra, Tu Che conosci il palese e l’occulto, non c’è divinità all’infuori di Te, Signore e Padrone di ogni cosa, mi rifugio in Te dal male della mia anima e dal male di Satana e del suo politeismo, dal far torto a me stesso, o dal causar male ad un altro  musulmano”. Disse il Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace):

“Recitala al mattino, alla sera e quando ti metti a letto”

(Ahmad, 6597; Abu Dawud, 5076; Tirmidhi, 3529; an-Nasa’i, 7699; Ibn Baz – Allah abbia misericordia di lui – ha confermato la sua catena di trasmissione).

6) “Nulla può nuocere a chi, fra i servitori di Allah, reciti tre volte ogni mattino ed ogni sera:

Nel Nome di Allah per il Cui Nome nulla può nuocere in terra o in cielo, Egli tutto ode e conosce”

(Ahmad, 446; Tirmidhi, 10179;Ibn Majah, 3869; Ibn Baz – Allah abbia misericordia di lui – ha detto che Tirmidhi ha confermato questo hadīth).

7) “Qualunque musulmano reciti al mattino e alla sera tre volte:

‘Ho accettato Allah come mio Signore, l’Islam come religione, Muhammad – Allah lo benedica e gli dia la pace – come Profeta’, costui avrà garantita la soddisfazione di Allah nel Giorno del Giudizio”

(Ahmad, 18967; Tirmidhi, 3389; Ibn Majah, 3870; Ibn Baz – Allah abbia misericordia di lui – ha confermato la catena di trasmissione di questo hadīth).

8) O Allah, Ti chiedo la salvezza nella vita terrena ed in quella ultraterrena; O Allah, Ti chiedo il perdono e la salvezza nella mia vita terrena e nella mia fede, dei miei familiari e dei miei averi; O Allah, occulta i miei errori, proteggimi dal grande spavento; o Allah, proteggimi [dal male che può colpirmi] davanti e dietro, a destra e a sinistra, e da sopra; mi rifugio nella Tua Maestosità dal male che può colpirmi da sotto”

(Ahmad in Musnad, 4785; Abu Dawud, 5074; an-Nasa’i in as-Sunan al Kubra, 10401; Ibn Majah, 3871; confermato da al Hakim).

9) “Mi rifugio nelle perfette Parole di Allah dal male del creato”

(Ahmad, 7898; Tirmidhi, 3437; dal hadīth di Abu Hurayrah – Allah sia soddisfatto di lui; Ibn Baz – Allah abbia misericordia di lui – ha confermato la catena di trasmissione di questo hadīth).

10) Al mattino il Messaggero di Allah (Allah lo benedica e gli dia la pace) recitava:

“Ci siamo risvegliati nella legge dell’Islam, nella parola del sincero monoteismo, nella religione del nostro Profeta Muhammad (Allah lo benedica e gli dia la pace), nella fede del nostro padre Abramo monoteista, che certo non era uno dei politeisti”.

(Ahmad, 21144, 15367).

 
Alla sera diceva: ““Siamo giunti alla sera nella legge dell’Islam…”. Ibn Baz – Allah abbia misericordia di lui – ha confermato la catena di trasmissione di questo hadīth.
Tutte le invocazioni precedenti sono riportate nell’opera di Ibn Baz (Allah abbia misericordia di lui): Tuhfatul akhyar bibayan jumlah nafi’ah mimma wurida fil kitab was sunnah min al ad’yiah wal adhkar, nel capitolo relativo alle invocazioni mattutine e serali

“O Vivente, O Sostentatore, cerco la salvezza nella tua misericordia: provvedi a tutti i miei bisogni e non abbandonarmi nemmeno un attimo a me stesso”

(An-Nasa’i, 10405; al Bazzar, 2/282; confermato da ibn Hajar e al Albani in Nata’ij al afkar, p. 177, e Silsilah al ahadīth as-sahihah, 1/449).

A chi recita sette volte: “Faccio conto su Allah, non c’è divinità all’infuori di Lui, a Lui mi affido, Lui è il Signore del trono maestoso” Allah si prenderà carico di ogni sua preoccupazione

(Abu Dawud, 5081; dal hadīth di Abu ad-Darda’ – Allah sia soddisfatto di lui; l’opinione generale [dei sapienti] propende per la sua veridicità e viene pertanto considerato autentico, come ricordato da al Albani in as-Silsilah, 11/499).  

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