Quello che Dissero di Muhammad (parte 1 di 2)

Quello che dissero di Muhammad (parte 1 di 2)     


Durante i secoli delle Crociate, ogni sorta di calunnia fu inventata contro il Profeta Muhammad, che Allah lo elogi e lo preservi. Tuttavia, la nascita dell'Età Moderna, contrassegnò, grazie alla tolleranza religiosa e alla libertà di pensiero, un grande cambiamento nell'approccio degli autori occidentali nella delineazione della sua vita e del suo carattere. Le considerazioni di alcuni studiosi non musulmani, che riportiamo in seguito, sul Profeta Muhammad, che Allah lo elogi e lo preservi, confermano questo concetto.




L'Occidente ha tuttora bisogno di fare un passo in avanti per scoprire la più grande realtà riguardo l'identità di Muhammad, ovvero quella di essere un vero Profeta e l'ultimo Messaggero inviato da Dio per tutta l'umanità.




Infatti, nonostante tutta la sua oggettività e la luce che ha diffuso non vi è stato alcun tentativo sincero ed obiettivo da parte dell'Occidente per comprendere la sua identità profetica.




È contraddittorio che gli vengano offerti omaggi calorosi per la sua integrità e per la realizzazione, e che, allo stesso tempo, gli venga negata, in modo esplicito e implicito, la sua attestazione di essere il Profeta di Dio. Ed è proprio qui che una ricerca del cuore e una revisione delle considerazioni si rendono necessarie, se si vuole mantenere l’oggettività. I seguenti fatti noti della vita di Muhammad vengono citati per favorire un giudizio logico ed imparziale a riguardo la sua identità profetica.




Fino all'età di quarant'anni, Muhammad non era conosciuto come un uomo di Stato, un predicatore o un oratore. Non è mai stato visto discutere principi di metafisica, o di etica, o di diritto, o di politica, o d’economia o di sociologia.




Non c'è dubbio che egli possedeva un carattere eccellente, modi affascinanti ed  un’elevata cultura. Tuttavia non vi era nulla di così suggestivo e straordinario di in lui che avesse predisposto le persone che gli erano attorno ad aspettarsi da lui qualcosa di grande e rivoluzionario in futuro. Ma quando uscì dalla grotta di Hira con il nuovo messaggio si è trasformò completamente.




È possibile che una persona con le qualità sopra citate, si trasformi improvvisamente diventando un impostore che pretende di essere il Profeta di Dio e poi fomenti la rabbia del suo popolo? Ci si potrebbe ancora chiedere, per quale motivo avrebbe deciso di subire tutte le sofferenze gravate su di lui? Gli è stato proposto dal suo popolo di renderlo il loro re e di porgli tutte le ricchezze della terra ai suoi piedi, con l’unica condizione di lasciare la predicazione della sua religione. Ma ha rifiutato le loro allettanti offerte predicando la sua religione da solo, subendo ogni forma di insulto, di boicottaggio sociale e anche di aggressioni fisiche dal suo stesso popolo.




Non ebbe forse come unico sostegno quello di Dio e quindi una ferma volontà di diffonderne il messaggio e una profonda convinzione che alla fine l'Islam sarebbe emerso come unico modello di vita per l'interna umanità, e che si sarebbe poi eretto come una montagna di fronte ad una totale opposizione e cospirazioni per eliminarlo? Inoltre, non giunse forse con un disegno di rivalità verso i cristiani e gli ebrei, in quanto ha reso come requisito fondamentale di fede, senza il quale nessuno può diventare musulmano, la fede in Gesù, in Mosè e negli altri profeti di Dio, che Iddio li preservi?


Non è forse una prova inconfutabile della sua identità profetica che, pur essendo analfabeta e aver condotto una vita assolutamente normale e tranquilla per quarant'anni, appena ha iniziato a predicare il suo messaggio, tutta la penisola arabica rimase stupita e meravigliata per la sua eccellente eloquenza e ed espressività? È stato così straordinario che l'intera massa di poeti, predicatori e oratori arabi, di altissimo livello linguistico non sono riusciti a produrre un esempio pari al suo messaggio. E soprattutto, come avrebbe potuto poi pronunciare quelle verità di carattere scientifico contenute nel Corano che nessun essere umano sarebbe stato in grado di sviluppare in quel momento?


Infine, ma non meno importante, perché avrebbe condotto una vita così dura, anche dopo aver ottenuto il potere e l'autorità?


Basta riflettere sulle parole da lui pronunciate durante la sua morte:


"Noi, comunità dei Profeti, non lasciamo eredità. Qualunque cosa lasciamo è destinata alla carità".



È un dato di fatto, Muhammad è l'ultimo anello della catena di Profeti inviati nelle diverse terre e nei tempi differenti sin dall'inizio della vita umana su questo pianeta.



Le seguenti quotazioni su Mohammed sono di diversi autori e pensatori occidentali.


La Martine, Histoire de la Turquie, Parigi 1854, Vol. II, pag. 276-77:

"Se la grandezza dello scopo, la scarsità dei mezzi, e  i risultati stupefacenti sono i tre criteri del genio umano, chi potrebbe osare confrontare qualsiasi grande uomo della storia moderna con Muhammad? Gli uomini più famosi hanno creato solamente armi, leggi e imperi. Hanno fondato, nulla di più oltre a poteri materiali che spesso sono crollati davanti ai loro occhi. Quest'uomo ha mosso non soltanto gli eserciti, le legislazioni, gli imperi, i popoli e le dinastie, ma anche milioni di uomini in un terzo del mondo allora abitato, e di più, ha mosso gli altari, gli dei, le religioni, le idee, le credenze e le anime ... la tolleranza nella vittoria, la sua ambizione, che ha interamente dedicato ad una sola idea ed in nessun modo per ottenere un impero; le sue interminabili preghiere, le sue conversazioni mistiche con Dio, la sua morte e il suo trionfo dopo la morte, tutto questo attestano non un inganno, ma una ferma convinzione che gli ha dato il potere di ristabilire un credo. Questo credo era di duplice identità, l'unicità di Dio e l'immaterialità di Dio; il primo espone ciò che Dio è, il secondo invece cosa Dio non è; il primo iniziando l’idea con le parole, l’altro è l’abbattimento delle false divinità con la spada.”



"Filosofo, oratore, apostolo, legislatore, guerriero, conquistatore di idee, restauratore di credi razionali, di un culto senza immagini, il fondatore di venti imperi terrestri e di un impero spirituale, questo è Muhammad. Per quanto riguarda tutti gli standard con cui la grandezza umana può essere misurata, potremmo ben chiedere, c'è un uomo più grande di lui."




Edward Gibbon and Simon Ocklay, History of the Saracen Empire, Londra, 1870, pag.54:

"Non è la propagazione, ma è la permanenza della sua religione che merita la nostra meraviglia, la stessa impressione pura e perfetta che ha inciso a La Mecca e a Medina è conservata, dopo le rivoluzioni di dodici secoli da parte dei neofiti del Corano, indiani, africani e turchi... i Muhamettani [1] hanno uniformemente resistito alla tentazione di ridurre l'oggetto della loro fede e devozione a livello con i sensi e la fantasia dell'uomo. "Io credo in un solo Dio e Muhammad l'Apostolo di Dio", è la professione semplice ed invariabile dell'Islam. L'immagine intellettuale della Divinità non è mai stata degradata da alcun idolo visibile; gli onori del Profeta non ha mai trasgredito la misura della virtù umana, e i suoi precetti viventi hanno trattenuto la gratitudine dei suoi discepoli all'interno dei limiti della ragione e della religione ".




Bosworth Smith, Mohammed and Mohammadanism, Londra 1874, pag. 92:

"Egli fu Cesare e Papa in uno, ma era Papa senza le pretese del Papa, Cesare senza le legioni di Cesare: senza un esercito permanente, senza una guardia del corpo, senza un palazzo, senza un reddito fisso; se mai un uomo avesse il diritto di dire di aver governato con il diritto divino, quello è Muhammad, perché aveva tutto il potere senza i suoi strumenti e senza i suoi supporti. "




Annie Besant, The Life and Teachings of Muhammad, Madras 1932, pag. 4:

"È impossibile per chiunque studi la vita e il carattere del grande Profeta dell'Arabia, che sappia come abbia insegnato e come sia vissuto, a provare altro che rispetto per quel potente Profeta, uno dei più grandi messaggeri del Supremo. E anche se in ciò che ti ho posto dirò molte cose che potrebbero essere familiare a molti, ma ogni volta che rileggo provo un nuovo modo di ammirazione, un nuovo senso di rispetto per quel potente maestro arabo."




W. Montgomery, Mohammad at Mecca, Oxford 1953, pag.52:

"La sua disponibilità a sottoporsi a persecuzioni per le sue credenze, il carattere altamente morale degli uomini che hanno in lui creduto e guardato a lui come leader, e la grandezza del suo successo finale, tutto argomenta la sua integrità fondamentale. Supporre che Muhammad fu un impostore pone più problemi di quanti ne risolva. Tuttavia, nessuna delle grandi figure della storia è così scarsamente apprezzata in Occidente come Muhammad".




James A. Michener, ‘Islam: The Misunderstood Religion’ in Reader’s Digest (American Edition), May 1955, pag.68-70:

"Muhammad, l'uomo ispirato che ha fondato l'Islam, è nato circa 570 d.C. in una tribù araba che adorava gli idoli. Orfano alla nascita, è sempre stato particolarmente premuroso del povero e del bisognoso, della vedova e dell'orfano, dello schiavo e dell’oppresso. A vent'anni era già un imprenditore di successo, e presto divenne direttore di carovane di cammelli per una ricca vedova. Quando raggiunse l’età di venticinque anni, il suo datore di lavoro, riconoscendo il suo merito, gli propose il matrimonio. Anche se aveva quindici anni in più, la sposò, e fintantoché ella visse, le è rimasto un marito devoto.



"Come quasi tutti i grandi profeti prima di lui, Muhammad ha combattuto la timidezza di operare come trasmettitore della Parola di Dio, accusando la propria inadeguatezza. Ma l'angelo gli ordinò: "Leggi". Per quanto ne sappiamo, Muhammad non era in grado di leggere o scrivere, ma ha cominciato a pronunciare quelle parole ispirate che avrebbero presto rivoluzionato una larga fetta della terra: "C'è un solo Dio."




"In tutte le cose Muhammad fu profondamente pratico. Quando il suo amato figlio Ibrahim morì, si verificò un’eclissi, e le voci di condoglianza divina di carattere personale si diffuse in fretta. Al che si dice che Muhammad abbia annunciato: "L'eclissi è un fenomeno della natura. È assurdo attribuire questi eventi alla morte o la nascita di un essere umano."




"Alla morte di Muhammad vi è stato un tentativo di divinizzarlo, ma l'uomo che diventerà poi il suo successore amministrativo, uccise l'isteria con uno dei più nobili discorsi della storia religiosa: "Se c’è qualcuno tra di voi che adora Muhammad, lui è morto. Ma se è Dio l’adorato, Lui vive per sempre."




Michael H. Hart, The 100: A Ranking of the Most Influential Persons in History, New York: Hart Publishing Company, Inc. 1978, pag.33:

"La mia scelta che sia Muhammad a guidare la lista delle persone più influenti del mondo, può sorprendere alcuni lettori ed può essere messa in discussione da altri, ma è stato l'unico uomo nella storia di supremo successo su entrambi i livelli religioso e secolare."


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Nota:


[1] I termini "Muhamettani" e "Muhamettismo" sono termini impropri introdotti dagli orientalisti a causa della loro mancanza di comprensione dell'Islam, in analogia a Cristo e al Cristianesimo.



 

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