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LA QUARTA PROVA: Il lignaggio e le qualità del Profeta Muhammadﷺ;il suo status prima e dopo l’inizio della profezia

Auther : Muhammad As-Sayyd Muhammad
33 2024/05/08 2024/05/09

[Il lignaggio del profeta di Allahﷺ]

Muhammadﷺ aveva la discendenza più nobile all’interno della tribù dei Qureysh; la sua famiglia è conosciuta come la famiglia Hascemita e questo nome è dovuto al suo bisnonno Hashim ibn ‘Abdu l’Manaf.

  • Hashim: è colui che si fece carico, tra i figli di ‘Abdu l’Manaf, di dare da mangiare e bere ai pellegrini della Mecca. Era molto ricco e un uomo nobile, fu il primo ad offrire ai pellegrini il “tharid”, un piatto a base di carne, brodo e pezzi di pane. Il suo nome è ‘Amr e fu soprannominato Hashim dal gesto di fare il pane a pezzi (hashm). Fu anche il primo a stabilire l’abitudine dei Qureysh delle due spedizioni commerciali annuali, verso la Siria d’estate e verso lo Yemen d’inverno.
  • Abdu l’Muttalib: è colui che si fece carico di dare da mangiare e da bere ai pellegrini dopo Hashim; era nobile, rispettato. La gente dei Qureysh l’aveva soprannominato “al-Fayyad”, cioè lo straripante, per via della sua generosità; alla Mecca aveva grande considerazione.

Il profeta di Allahﷺera conosciuto dagli abitanti della Mecca come il migliore per educazione e anche per carattere e virtù; chiunque nella tribù dei Qureysh lo conosceva e nessuno poteva affermare altrimenti. Era conosciuto fra loro come “as-Saadiq, al-Amiin” ovvero il sincero e degno di fiducia. Come prova di ciò possiamo leggere ciò che al-Bukhari[1] ha scrittonel riportare la lettera che il profetaﷺ inviò all’Imperatore bizantino Eraclio;

Eccone un estratto:

            In nome di Allah, il Misericordioso,

da parte di Muhammad, il servo di Allah e Suo messaggero ad Eraclio, sovrano dei bizantini. La pace sia su chi segue la guida: ti invito all’Islam; diventa musulmano e sarai salvo e Allah ti darà la tua ricompensa due volte. Mentre se volterai le spalle il peccato dei tuoi

sudditi ricadrà su di te

 (“O gente della Scrittura, addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: [e cioè] che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli e che non prenderemo alcuni di noi come signori all'infuori di Allah”. Se poi volgono le spalle, allora dite: “Testimoniate che noi siamo musulmani”)

[Sura al-‘Imran v. 64]

Muhammadﷺscelse uno dei suoi compagni per recapitare questa lettera al governatore di Busra che a sua volta la inviò all’Imperatore.

Al-Bukhari riporta che in quel tempo Abu Sufyan (uno dei politeisti della Mecca che solo in seguito abbracciò l’Islam) era in un viaggio commericiale in Siria con alcuni degli uomini dei Qureysh. Abu Sufyan disse: un ambasciatore dell’Imperatore ci incontrò in un luogo nello Sham e mi portò insieme ai miei compagni alla sua presenza; lo incontrammo così seduto nella sua corte, con la corona e circondato di alti funzionari bizantini. Egli disse al suo traduttore: “chiedigli chi di loro abbia un legame di parentela con l’uomo che dice di essere profeta”.

Abu Sufyan continua a raccontare dicendo: “Gli risposi: ”sono io il suo parente più vicino” e allora mi chiese: “Che grado di parentela hai con lui?” e gli risposi: “è mio cugino”. Cesare, l’Imperatore mi ordinò allora di avvicinarmi e poi ordinò che i miei compagni si mettessero dietro di me e disse al suo interprete: “Dì ai suoi compagni che gli farò domande su quest’uomo che dice di essere messaggero e se mente devono contraddirlo immediatamente”.

Aggiunge poi Abu Sufyan:“Giuro su Allah che se non fosse stato per timore di sentirmi dare del bugiardo dai miei compagni non avrei detto la verità su di lui quando mi interrogò. Mi parve però un disonore che i miei compagni mi chiamassero bugiardo e quindi dissi la verità”.

Disse al suo interprete: “chiedigli a che tipo di famiglia appartiene”. E risposi: “appartiene ad una famiglia nobile” poi disse: “è successo altre volte che una persona abbia affermato di essere ciò che lui dice di essere?” gli risposi: “no” e poi disse: “è mai stato accusato di mentire?” gli risposi: “no” disse allora: “Vi è tra i suoi antenati un re?” la mia risposta fu: “no”. “Lo seguono i nobili o i poveri?” e risposi: “lo seguono i poveri”. Mi disse poi: “Lo seguono sempre più persone o sempre meno?” e gli risposi: “ogni giorno lo segue un numero maggiore”. Mi disse: “Vi è tra coloro che accettano la sua religione alcuno che rimane deluso e mette la religione da parte?” gli risposi: “no”. “Rompe le sue promesse?” mi chiese, ed io risposi: “No, però in questo momento siamo in tregua con lui e abbiamo paura che tradisca il patto”.

Aggiunge poi Abu Sufyan: Non potei dire nessuna parola in negativo su di lui eccetto per quest’ultima affermazione, alchè l’Imperatore chiese: “sei mai stato in guerra con lui?”, “sì” gli risposi e mi disse: “Qual’è stato l’esito della battaglia con lui?”. “A volte vince lui e a volte vinciamo noi” fu la mia risposta. E disse allora: “Che cosa vi ordina di fare?” e risposi: “ci dice che dobbiamo adorare soltanto Allah, di non associargli cosa alcuna e di abbandonare il culto per tutto ciò che adoravano i nostri antenati. Ci ordina di compiere la preghiera, di fare la carità, di conservare la fedeltà coniugale e di non infrangere le nostre promesse e di restituire ciò che ci viene affidato”.

Quando dissi questo Eraclio disse al suo interprete di riferire:

“Ti ho chiesto riguardo alla sua discendenza e mi hai risposto che appartiene ad una famiglia nobile. Di fatto, tutti i messaggeri provenivano dalle più nobili discendenze dei loro rispettivi popoli.

Poi ti ho chiesto se prima qualcuno avessemai detto di essere ciò che lui dice di essere e hai detto di no; se la risposta fosse stata affermativa avrei pensato che imitasse soltanto chi aveva affermato la stessa cosa prima di lui.

Quando ti ho chiesto se fosse mai stato accusato di mentire hai risposto di no e se si è preoccupato di non mentire alle persone ho capito che non si sarebbe permesso di mentire riguardo ad Allah.

Poi ti ho chiesto se qualcuno dei suoi antenati era re e mi hai detto di no; se mi avessi detto di si, avrei pensato che reclamasse soltanto le sue origini reali.

Quando ti ho chiesto se lo seguono i ricchi o i poveri mi hai detto che sono i poveri a seguirlo; di fatto sono loro i primi seguaci dei messaggeri.

Poi ti ho chiesto se i suoi seguaci sono sempre di più giorno dopo giorno e mi hai detto che ogni giorno aumentano; di fatto è questo il risultato della fede autentica fino a che non si completi in tutti i sensi.

Ti ho chiesto se c’è stato qualcuno che abbia rifiutato la religione dopo averla abbracciata e mi hai risposto di no; di fatto questa è una caratteristica della fede: quando la sua dolcezza penetra e si mescola con i cuori nessuno la abbandona.

Ti ho chiesto se aveva mai rotto una promessa e mi hai detto di no e così sono i messaggeri, non rompono mai le loro promesse.

Poi ti ho chiesto cosa vi ordina di fare; mi hai risposto che vi ordina di adorare soltanto Allah e di non adorare assieme a Lui alcun’altra cosa, di metter da parte ciò che adoravano i vostri antenati, di fare la carità, di dire il vero, di essere casti, di adempiere alle promesse e di restituire ciò che viene affidato. Queste sono in realtà le caratteristiche di un profeta che io sapevo sarebbe venuto (in base alle scritture anteriori), ma non immaginavo che fosse uno di voi. Se quello che dici è verità, ben presto occuperà il suolo che sta sotto i miei piedi e se potessi farei il possibile per conoscerlo e gli laverei i piedi”.

Abu Sufyan poi aggiunge: “L’Imperatore chiese di leggere la lettera del Messaggero di Allahﷺ e quando Eraclio finì di leggerla si levò un gran clamore e grida da parte dei funzionari bizantini; quindi ci ordinarono di uscire”. E conclude Abu Sufyan dicendo che dopo quell’avvenimento diventò sicuro che Muhammadﷺ fosse il messaggero di Allah.[2]

المراجع

  1. al-Bukhari è il compilatore della più importante raccolta di narrazioni autentiche sulle parole e le azioni del profeta(s), il testo più importante per i musulmani dopo il Corano.
  2.  Sahih al-Bukhari 1/4 e Sahih Muslim 2/ 97,98,99

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